La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti aggiornamenti al credito d’imposta Transizione 5.0, con l’obiettivo di rafforzare la sostenibilità e l’innovazione nelle imprese italiane.
Ampliamento dei beneficiari
L’incentivo non è più riservato solo alle imprese ma è ora accessibile anche alle società di servizi energetici (ESCo) certificate UNI CEI 11352. Queste potranno usufruire del beneficio per progetti di efficienza energetica realizzati presso aziende clienti, garantendo un miglioramento misurabile dei consumi.
Maggiore incentivo per impianti fotovoltaici
Dal 1° gennaio 2025, sono state incrementate le maggiorazioni per l’acquisto di moduli fotovoltaici UE:
– 130% per moduli con efficienza di almeno 21,5%.
-140% per moduli con celle con efficienza di almeno 23,5%.
-150% per moduli con celle bifacciali a eterogiunzione di silicio o tandem con efficienza minima del 24%.
Revisione delle aliquote del credito d’imposta
Le soglie di investimento ammissibili passano da tre a due:
-35% per investimenti fino a 10 milioni di euro.
-5% per la quota eccedente, fino a un massimo di 50 milioni di euro per impresa.
Semplificazione delle procedure per il risparmio energetico
Introdotte nuove semplificazioni per calcolare il risparmio energetico, con agevolazioni specifiche per le società di locazione operativa e per chi investe in beni 4.0 tramite contratti EPC con le ESCo.
Nuove regole sulla cumulabilità con altri incentivi
Il credito d’imposta Transizione 5.0 è ora compatibile con:
-Credito per investimenti nella ZES unica (Mezzogiorno) e ZLS.
-Incentivi UE, a patto che non coprano le stesse voci di spesa del progetto d’innovazione.
Queste modifiche puntano a rendere il credito d’imposta più accessibile e vantaggioso per le imprese, accelerando la transizione energetica e la digitalizzazione nel Paese.